Non tanto tempo fa, gli autori di questo articolo erano in viaggio di ritorno sull’espresso partito da Venezia e diretto a Napoli.
Il treno si muoveva a gran velocità (approssimativamente 150 km/h), e il paesaggio, che sembrava quello ritratto dai maestri del Rinascimento, ci scivolava accanto mentre guardavamo dal finestrino.
Proprio come la sua versione su tela, il panorama era collinoso, e di tanto in tanto si volava su un ponte o ci si immergeva in una galleria.
In una di queste, particolarmente lunga, tra Bologna e Firenze, abbiamo accusato un improvviso dolore alle orecchie, proprio come succede ai passeggeri di un aereo in fase di decollo o di atterraggio.
Era chiaro, guardandosi intorno, che i nostri compagni di viaggio avevano provato la stessa fastidiosa sensazione: tutti scuotevano la testa cercando di liberarsene.
Ma quando poi il treno sbucò dall’altra parte del tunnel, il dolore passò e solo uno di noi, che non era nuovo a queste sorprese in treno, si dimostrò interessato all’origine del fenomeno.
Poiché era evidentemente collegato alla differenza di pressione, iniziammo una vivace discussione sulle possibili cause fisiche.
A prima vista ci sembrò che la pressione dell’aria nello spazio tra le pareti del tunnel ...